La psicoterapia sensomotoria

La Psicoterapia Sensomotoria è un approccio clinico centrato sul corpo, sviluppato da Pat Ogden negli anni ’80.
La PS presenta grande flessibilità e adattabilità clinica e può essere utilizzata come strumento a sé stante oppure in collegamento con altri approcci clinici e/o medici. Ad esempio, chi già utilizza nella propria terapia in corso un approccio clinico come la psicoterapia cognitivo-comportamentale può integrare la PS per lavorare su alcuni aspetti più specifici soprattutto legati ai traumi singoli (separazioni, lutti, furti, aggressioni, ecc.) o traumi complessi (trascuratezza, dell’età evolutiva e dell’attaccamento) oppure a tutti quei vissuti di malessere in cui è il corpo a parlare, ancor prima dell’espressione verbale. Ad esempio quando abbiamo tachicardia, sudorazione, sbandamenti, nausee, gastriti, reflussi, blocchi alla schiena ma senza spiegazione medica, ovvero quando dopo un’accurata visita il vostro medico non riscontra alcuna patologia o problema.
Nelle sedute di PS si dà meno importanza al flusso narrativo degli eventi o alla spiegazioni di un tale evento. Questo perché spesso ci accade di conoscere benissimo le nostre strategie per fronteggiare le difficoltà o il quotidiano o le origini dei nostri problemi o il nostro carattere eppure continuiamo a stare male, soprattutto con il corpo (spesso infatti diciamo “sto somatizzando” o “io somatizzo quando sto male”).
Nella PS si tiene invece conto delle proprie sensazioni corporee e, piuttosto che parlarne, si cerca di osservarne la modalità di espressione, qualità e intensità, permettendone lo sviluppo o il senso libero e spontaneo o attraverso piccoli “esperimenti” insieme al terapeuta. La persona nella psicoterapia sensomotoria si incuriosisce sempre di più del proprio corpo e impara a conoscerlo senza giudicarlo.
Questo che stiamo descrivendo si chiama processo bottom-up (dal basso verso l’alto). Il nostro cervello è diviso in tre tipi di cervelli che descriveremo in modo molto semplificato perché tutti possano comprenderne il senso generale. Parliamo del cervello corticale (ovvero il cervello cognitivo), il cervello limbico (il cervello emotivo) e il cervello rettiliano (somatico-viscerale). Solitamente le “terapie parlate” (talking therapies) tradizionali hanno una direzione top-down (dall’alto verso il basso) cervello cognitivo: “quella persona mi ha fatto del male e non è giusto” – cervello emotivo “rabbia” – cervello somatico “calore alle braccia e pugni tesi”. La PS agisce attraverso un processo bottom-up, cervello somatico: “non riesco a muovere le gambe” – cervello emotivo “paura” – cervello cognitivo “ non mi sento al sicuro in questo posto potrebbe accadermi qualcosa di brutto”. A volte ci accadono delle esperienze corporee a cui non sappiamo dare un significato e che ci sovrastano, attraverso un approccio bottom-up possiamo mettere in collegamento il nostro corpo con gli altri due cervelli emotivo e cognitivo riuscendo a gestirle e autoregolarle.
Crediamo sempre che sia solo la “nostra testa” a parlare, in realtà anche il corpo ha molto da dire su di noi. Attraverso la PsicoterapiaSensomotoria mettiamo in moto una sorta di traduzione e conseguente comprensione di quanto il corpo appunto ci sta comunicando.